Il fratellino continua il suo percorso
Binario Arte continua nel suo viaggio
Binario Arte continua nel suo viaggio

Quando arrivarono i quotidiani in formato tabloid, ci furono meno liti sui treni nel momento dello svoltamento di pagina che spesso intercettava involantariamente il gomito del lettore con la mandibola dell’ignaro passeggiero che stava recuperando le ore perse dal sonno in una siesta mattutina dovuta del pendolarismo.
I tabliod domenicali sono di solito più consistenti per numero di pagine, la gente ha più tempo e, forse, legge di più.
Ieri, domenica, mi sono trovato un indesiderato cadeau cartaceo nella corrispondenza ancor più pesante de il -The Guardian- in formato festivo.
Carta e penna dei giorni nostri ed ho mandato questa mail a questi folli:
In controtendenza ad una sentenza già posta in essere dal Giudice di Pace di Bari avv. Giuseppe Frugis in data 22.12.2003.
Tale sentenza che si presenta abbastanza motivata in ogni sua parte:
1)- La società condannata non é quella che ha distribuito il materiale pubblicitario, bensì due Società di grossa distribuzione e vendita di beni.
2)- La sentenza è motivata sotto il profilo della responsabilità perché la immissione di volantini pubblicitari nelle cassette postali era avvenuta in aperta violazione di un divieto. E tale divieto trova una sua giustificazione, tra l’altro, nel diritto di preservare la propria «privacy» messa in pericolo dalla dispersione della posta ordinaria.
3)- Per quanto riguarda il risarcimento del danno, esso è stato contenuto in via equitativa nella misura di euro 200,00 in virtù della ricorrenza del «danno esistenziale» riveniente dalle «modalità di esecuzione del volantinaggio» in virtù di una «pubblicità selvaggia ed indesiderata».
Il Giudice nel bilanciamento degli interessi nell’esercizio dell’attività commerciale e di quelli riguardanti il diritto alla “riservatezza e tranquillità” ha ritenuto prevalente quest’ultimi beni attinente alla sfera strettamente individuale.
In tal senso sono a diffidarvi dal recapitarmi nella mia cassetta postale vostro materiale pubblicitario.
Vorrei peraltro sottolineare che:
- la casa madre Iper la grande i nel suo sito non ha possibilità di contatto mail;
- chiunque si interessi di servizi al cliente non può pensare di intercettare nuovi acquirenti con un giornaletto dal nome Iperfollie così ENORME da non poter nemmeno entrare nella cassetta delle lettere seppur vietato.
Non sono un vostro cliente e dopo questa gravosa usurpazione postale non credo che entrerò mai in un vostro centro vendite.
Le iperfollie, probabilmente, sono da ricercarsi nel gruppo dirigenziale.
Sicuro di un vs. ravvedimento sono a segnalarvi che la distribuzione è avvenuta intorno alle ore 12 di oggi, domenica.
Ad ora nessuna risposta, i folli di solito si rispondono allo specchio.

Se ieri qualcuno ha fatto una ricerca nel più importante motore di ricerca si sarà sicuramente domandato il perchè della doppia elle.
Semplice, Googlle -inteso per 11- era nell’undicesimo anno di vita.

Questo è per il decimo anno di vita.

Voglio una radiolina!
Entro in iper elettronico e cencando di non farmi defecare in faccia (Tonino Guerra docet) l’acquisto, la provvedo delle debite pile e dal cielo come d’incanto piovono onde-radio. Potrei andare a stendermi su di un prato ad ascoltare musica classica, potrei ascoltare una qualsiasi radio commerciale e via dicendo, il segnale è gratuito anzi “celestiale”, come certi risultati calcistici ascoltati nelle domeniche noiose passate dagli anziani passeggiando, senza dove, con la radiolina appiccicata all’orecchio nell’ascolto de -Il calcio minuto per minuto- .
Il Wireless Fidelity è la stessa cosa ma cozza con i poteri del cavo, quello telefonico! , che impone un prezzo. Il Wi Fi in Italia è lobbizzato e temo che anche da noi ci vorrano dei pirati.
I Piraten si occupano di argomenti più alti, a me basterebbe tagliare tutti i “fili” , ovviamente quelli economici legati ad una qualsiasi compagnia telefonica.
Prosit al cinque per cento.

Chi mai potrebbe pensare di iscriversi ad un circolo scacchistico senza sapere come dare scacco matto al Re? Senza nemmeno conoscere le basi fondamentali di un gioco, non ci si mette in “gioco”.
Ben vengano i permessi di soggiorno agli extracomunitari accompagnati da regolari contratti di lavoro e quanti italiani avrebbero la loro da raccontare per i loro espatri in tempi non lontani.
La cittadinanza è affare diverso. E’ comune sentire, è interesse nel bene della Patria, e mi sia concesso, l’amore per i profumi della tradizione siano essi quelli della polenta o del caciucco ed ancora della pizza. L’amor patrio è argomento assai lontano e quasi retorico ma chiedere di essere cittadino italiano senza nemmeno saperne l’idioma è affare di indubbia convenienza.
Quindi bocciato con l’obbligo dello studio della lingua italiana.

Diedi il mio appoggio per quella che ritenni una cena a garanzia di uno scambio tra il pubblico votante e l’eventuale scelta di poter criticare le future scelte nell’ambito di un comune. Assemblai grattini ad un ristoratore che ormai dilaniato dal male, “quello cattivo”, che ora purtroppo mi legge dall’alto. Ne venne fuori un pezzo molto discusso, anzi diciamo pure ad alta tensione.
Ai giorni nostri nel comune di Curno, in provincia di Bergamo, sino all’ 8 marzo è godibile una piccola, raccolta, quanto interessante mostra di 6 artisti.
Il titolo?
6 artisti in Comune.
Chapeaux!

Mentre il cuore di mio padre smetteva di pulsare io stavo sicuramente perdendo un 15 durante un game di tennis. Lui, il mio cucciolo, è morto alle 18 e 31. Io fischiettante sotto la doccia dopo un match sicuramente faticoso mai avrei potuto pensare che un urlo fuori dagli spogliatoi potesse cambiarmi la vita. -”Cuomoooooo al telefono!”-
Ma così fu.
Ieri sera per disattenzioni e mal funzionamenti io ero inesistente, insomma per un giovane “quasi” cinquantenne non è alba sorgiva.
I fatti: il cordless dopo breve agonia per l’assenza di ricarica elettrica si era spento, mentre il mio cellulare per inspiegabili motivi era off-line. In entrambi gli eventi io non ho sentito squilli, allarmi o vocine che significassero la mia assenza. Però il mondo esterno questo recepiva. Chi cercava di comunicare con me, non poco preoccupata, ha posto in essere il più logico dei pensieri…dentro ad Pronto Soccorso i telefonini non funzionano e se uno è al Pronto Soccorso non può rispondere a casa. Operazione aritmetica ineccepibile!
Constatato che io godessi di buona salute e che guarda caso io avessi avanzato un pezzo di pizza la serata si è chiusa con un sorriso.
Il cappello serve semplicemente per rimarcare che qualora sia necessario dare informazioni di rilievo sanitario o peggio d’incidenti di qualsiasi natura è bene mettere all’interno del proprio cellulare un numero telefonico al quale gli operatori sanitari immediatamente ricorrono per comunicare con persona di fiducia. La mamma cardiopatica non è persona d’allertare, così come il fratello che svolge attività all’estero. L’operatore sanitario dovrà trovare nel vostro cellulare alla lettera I la voce I.C.E. acronimo di In case of emergency, cambiatelo spesso se le situazioni non corrispondono più a verità o allo stato psico-fisico.
…sempre che la telefonia mobile funzioni!

Gli U-Boot furono importanti macchine da guerra; c’è una storia, non a lieto fine, che volevo raccontare e che purtroppo non riesco ad ultimare per ragioni di tempo.
A domani.

Gran brutto momento per fidelizzare i clienti nell’ora dell’aperitivo, sentendo amici che hanno attività nel settore pare che le finanze, quelle del portafogli personale, languano. Il giro è molto “limato” ai fine settimana.
E’ con piacere che mercoledì, ho fotografato l’impegno di un amico barman:




Si bevono dei buoni miscelati e la cantina non langue:

Birjchito by Sabrina e Willi
Via 24 Maggio, 19/a
Bergamo
035 256336