Stazione Paradiso

Archivio della Categoria 'Guerra'

12 marzo 2010

La mia “non” sentenza su via Poma

Per la criminologia sono necessarie 24 ore per il raggiungimento di un giusto ed equo parere su un delitto.
A seguire arrivano inquinamenti logistici, nonchè dichiarazioni talvolta devianti.
Il delitto di Cogne ne è un esempio ecclatante.

[secondo cappello, ma doveroso]

Il portinaio.
Mai conosciuto un portinaio?
Io sì. E’ spesso un uomo laborioso e frettoloso, nel senso che le sue mansioni di pulizia debbono essere eseguite in modo costante e con meticolosità, ma senza dimenticare la sua attività di supervisore sul chi và ed il chi viene; altrettanto spesso è accompagnato da una moglie per la quale l’Accademia della Crusca sta ancora cercando l’accrescitivo di impicciona. L’esiguo stipendio contrattuale consente loro di avere una modesta abitazione all’interno dello stabile dove i portinai svolgono la loro mansione. Ma è evidente che ci sia una macchiavellica interpretazione di questo benefit: anche di notte il portinaio sorveglia, vigila e riferisce. Spesso riferisce solo per la proverbiale voglia del pettegolezzo. Il portinaio legge giornali di poco spessore culturale, il gossip è la sua arte e nell’evidenza bisogna avere anche informazioni non solo di condominio.

Pietro Venacore si è suicidato. Era il portiere di via Poma, dell’efferato delitto della giovane Cesaroni, Simonetta per inciso, perchè chiedendo a Google solo il cognome compaiono solo notizie della telenovelas italiana.
Per quanto detto sopra un portinaio cosa dovrebbe fare? Se non fosse portinaio ed eventualmente dovesse scoprire un cadavere in quanto cittadino dovrebbe chiamare le forze dell’ordine, ma pirendianalmente calandosi nel suo ruolo chiama tre persone:

L’importanza delle chiavi (dell’appartamento di via Poma, ndr) è enfatizzata dalla tragedia che ha colpito la famiglia Vanacore in questi giorni. La circostanza che le chiavi siano state sequestrate nella portineria e che non siano state trovate tracce di dna di Vanacore sugli abiti di Simonetta Cesaroni e sulla porta di ingresso dimostra che il portiere ha scoperto il corpo prima della sorella di Simonetta e che invece di chiamare la polizia, pensando che vi fosse stato un incontro clandestino tra Simonetta e il presidente degli ostelli della gioventù Francesco Caracciolo o il direttore Corrado Carboni o il capo della ragazza il commercialista Salvatore Volponi, ha telefonato ai tre dimenticando l’agendina rossa Lavazza sul tavolino dell’ufficio, restituita dall’ispettore Brezzi a Claudio Cesaroni un mese dopo circa. Fonte

Il 6 maggio del 2009 parte un forum assai inquietante, un certo Nino pare essere a conoscenza di “ogni angolo” della questione. Leggerlo è inquietatante, così come venir chiamati dal p.m. Ilaria Colò ( al punto- “Seconda archiviazione…)dopo vent’anni.

Nessun Commento »

2 marzo 2010

La violenza quotidiana

E’ difficile non soffermarsi su un tema abominevole come il maltrattamento agli esseri viventi.
Anche un pene è un essere vivente, ma a furia di prendere botte la signora Lorena Bobbitt si ribellò. Questo fatto, seppur datato 1989, ha imposto agli occhi del mondo la cruda realtà dell’ istinto di sopravvivenza. Quanti in tutto il mondo non hanno ironizzato su questo fatto?

Arrabbiarsi, discutere anche animatamente, è parte inconfutabile di un rapporto di coppia, ma le notizie di oggi sono al limite del visibile nella spam television:

-Bergamo: …deve averla menata di brutto per strangolarla con una cintura, perchè se è incomprensibile che di fronte ad un attacco di ira-follia un uomo possa stringere le mani intorno al collo di una donna non riesco a capacitarmi che questo non l’abbia stordita prima di cercare la sua morte, purtroppo vicina;

-Mantova: … tenta di affogare il figlio

-Foggia: … ho il vomito a linkare

-Trapani: … secondo i peggiori insegnamenti anche i giovani ci provano

Nessun Commento »

24 febbraio 2010

Orlando Zapata Tamayo, morire ancora a Cuba

Quest’uomo è morto. E’ un martire. Era nelle carceri cubane.
Faceva parte del – Gruppo dei 75- , era un operaio.

Il prigioniero aveva 42 anni e un dissidente del regime castrista; in quanto tale faceva parte del «gruppo dei 75», un manipolo di oppositori detenuti dal 2003. Orlando Zapata Tamayo aveva cominciato lo sciopero della fame il 3 dicembre scorso per protestare contro gli abusi che diceva di aver subìto in carcere. La Commissione cubana per i diritti umani e la riconciliazione nazionale (un gruppo di oppositori politici teoricamente illegale a Cuba ma di fatto tollerato) nei giorni scorsi aveva lanciato un grido di allarme, facendo sapere che Zapata Tamayo si trovava in condizioni disperate. Il gruppo invocava un intervento esterno o un fatto nuovo. Non è servito.

Grazie alla blogger Yoani Sanchez le persecuzioni e le morti non passano inosservate.

[Fonte]

Nessun Commento »

23 febbraio 2010

La gestualità italiana fa scuola

…hanno fatto scalpore e creato polemiche, nel 1973, le corna che l’allora presidente della repubblica italiana Giovanni Leone fece in occasione di una visita ad un ospedale napoletano in occasione di un’epidemia di colera, quando stava salutando i pazienti. Leone era un napoletano verace e spesso veniva colto a fare le corna in pubblico.

…no comment

Daniela Garnero, meglio conosciuta con il cognome del marito: Santanchè, dal quale per altro ha annullato il matrimonio grazie alla Sacra Rota, mostra come una parlamentare italiana si esibisce in pubblico; in privato è socia del Billionaire insieme a Flavio Briatore, Lele Mora, Paolo Brosio e Marcello Lippi.

Le giovani generazioni replicano.

Le manette scatteranno, un giorno… ed anche un portoghese in terra meneghina lo ha ben capito

Nessun Commento »

5 febbraio 2010

La bamba

E’ l’argomento del giorno, come esimersi.
A Milano, quella da bere degli anni’90, la bamba girava e tanta. Attardarsi in qualche locale era un sillogismo molto comune con la bamba, dapprima andavano in bagno poi con il passare del tempo lo specchietto per il trucco delle signore divenne ben presto luogo di taglio e di riassemblamento con la carta di credito spesso dorata della cocaina.
Ho conosciuto un ristoratore che quasi piangendo reclamava le due Ferrari sniffate, ho visto professionisti di acclarata fama meneghina dire che -” … che tira solo un pò sù.”- . Ho visto benzinai con il turno notturno far girare tanta e tanta bamba.
Cosa ci facevo in quei posti?
Lo stesso che molti poi hanno smesso di fare, andare nella città da bere. Ed io a Milano ho solo bevuto!

Nessun Commento »

27 gennaio 2010

Hallelujah

Qualunque sia il nostro pensiero, oggi come domani ed ancora dopo, sino alla fine dei giorni, nessun uomo può decidere della Vita altrui.

Hallelujah

Nessun Commento »

15 gennaio 2010

Dio mio, Dio Mio perchè?

Nessun Commento »

20 ottobre 2009

La poca lungimiranza israelita

Questo articolo è del 1998.
50 anni dopo l’ iniquo piano di partizione nelle terre palestinesi secondo la volontà degli inglesi e del loro mandato gli ebrei sono in crisi profonda con l’oro bianco.

Gli encomi e gli applausi ai coloni ebraici corsero per ogni via. Dove c’era deserto ora c’era verde ed agricoltura, i kibbutz furono un palese messaggio da inviare al popolo arabo per la loro inettitudine al lavoro.

La poca acqua che c’era in Palestina fu tolta ai bisogni primari del popolo autoctono; il verde arrivò financo dove c’era deserto.
Troppo sangue è corso perchè io possa andare oltre con la mia disanima contro l’arbitrio di altri in terre di non pertinenza. Ma qui mi fermo, per il solo rispetto dei morti ammazzati.

Il Jerusalem Post oggi non applaude anzi piange, l’acqua nei presidi israeliani finirà nel 2010.
C’è qualcuno che ancora applaude? Si!
I turchi con la bandiera islamica che venderanno l’acqua agli ebrei.

2 Commenti »

23 settembre 2009

Angelo Bagnasco, il cardinale anche generale

La fortuna di noi italiani è quella di essere entrati nel europa assoggettata all’euro. Ci è costata moltissimo, abbiamo dovuto calare le mutande, ci siamo resi conto che eravavamo uno stato nordafricano -senza regole e senza dignità economica nel contesto europeo. Eravamo, e personalmente penso che lo siamo ancora, un ensamble di tribù sparse lungo una lingua di terra lunga quanto spostando verso nord il virtuale percorso ci portebbe in terre molto nordiche.
L’enclave vaticana in territorio italiano, ancora, c’impone delle idiosincrasie quasi antistoriche.

Può un cardinale essere Generale di Corpo d’Armata?
Sì, è la triste risposta!
Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, lo è.

Peccato che quando la sua presenza sia necessaria vuoi per l’appartenenza al grado militare e per il rilievo religioso conferitogli si sia negato.

Nessun Commento »

18 settembre 2009

Il mio Te Deum per Kabul

Quando ho visto quest’immagine del Lince, o meglio di ciò che resta di un mezzo blindato ho immaginato i corpi dei nostri soldati dilaniati; la triste ricerca di braccia, gambe e quanto faccia un corpo umano.

1 Commento »