Stazione Paradiso

5 marzo 2010

Un prete in armi, un asino incoronato ed una guida cieca son tre cose ridicole

IL POLLO DELLE LIBERTA’

Ricevo e con piacere inoltro; è lungo ma c’è tutto il fine settimana

“ Demolition Man” “Dateci Qualcosa di Destra”!
Perfino il più che benevolo
Maurizio Belpietro ha dovuto
ammettere che “era inevitabile che
a forza di prendersi a schiaffi i
cofondatori del PdL si facessero
male. Ed ecco che, sgambetto dopo
sgambetto, rischiano di perdersi il
Lazio. Dicono sia colpa dei radicali e
forse pure del giudice che non ha
chiuso un occhio sul ritardo” nella
presentazione delle liste. Può essere
che invece di offrire una rosa nel
pugno i seguaci di Pannella si siano
limitati ai pugni e anche che il
magistrato fosse un tifoso del Pd
sotto mentite spoglie, può
darsi,“ciononostante- riconosce però
Belpietro” non si può nascondere
che il Popolo della Libertà ci ha
messo del suo”. Così come ce lo sta
mettendo in altre Regioni. Risultato:
quella che sembrava una specie di
marciadell’Aida, con relativa
conquista di sei o forse più
governatori e ribaltamento dei
rapporti di forza all’interno della
conferenza Stato-Regioni, rischia di
essere un corteo funebre.Già il
Cavaliere ha messo le mani avanti,
dicendo che è importante il numero
di votanti mica quello delle
amministrazioni conquistate, ma le
prospettive non sono
tranquillizzanti. A partire dal Lazio,
dove probabilmente non sarà vero
che questo è un tiro mancino degli ex
di Forza Italia i quali non vedono di
buon occhio una seguace di Fini al
posto di Marrazzo; però sta di fatto
che nei confronti della Polverini gli
azzurri sono sempre stati tiepidi. Sin
dall’inizio ne hanno sparlato, poi al
momento di darsi da fare per
propagandarne l’immagine se ne
stati al mare mentre la gente notava
e ghignava .Ed a completare il
quadro… era un socialista di Forza
Italia il responsabile della
presentazione. Un piccolo
mestierante, un “serie C” della
politichetta.. L’Italia che la Destra
detestava…un Presidente di
Municipalità a Roma .Ognuno si
sceglie i sui Campioni coi suoi
parametri. Ed alla fine “questo” è ciò
che il PdLha espresso”, ha messo in
vetrina ed in prima linea.al posto dei
vecchi ed efficienti Militanti…
Questo è il Nuovo,il “Milione”
tremante terminale d’un certo
mondo più di cartapesta che di
moderna plastica .E, purtroppo, non
ha più nulla a che fare con quello di
Marco Polo.Pare, infatti, lo abbiano
già degradato a “Centomila”…….
a tragicommedia dei listini non è ancora finita. In
ammesso alle elezioni regionali del Lazio il listino collegato alla candidata del centrodestra. Il
problema, secondo quanto hanno riferito fonti vicine al tribunale, sarebbe rappresentato dalla
mancanza della firma di uno dei rappresentanti di lista di cui l’ufficio elettorale si sarebbe
accorto solo successivamente all’accoglimento.
Allo stato dei fatti, in Lazio, sono stati ammessi solo il listino regionale della candidata del
centrosinistra Emma Bonino e quello di Marzia Marzoli (Rete dei cittadini). Sono fuori invece
altri cinque listini collegati ad altrettanti candidati presidenti: quelli di Renata Polverini,
Michele Baldi, Roberto Fiore, Luca Romagnoli e quello di Francesco Battaglia (Popolo di
Facebook). Una frittata monumentale, pantagruelica, gargantuesca.
La Spolverina: – «No, no, no. Non voglio parlare». (E che doveva dire?) Così la candidata del
centrodestra ha risposto ai giornalisti che le chiedevano un commento sull’esclusione, dopo la
lista romana del Pdl, anche del suo listino. Polverini, secondo quanto si è appreso, ha saputo
dell’esclusione del suo listino dalle agenzie del pomeriggio nella sede del suo comitato elettorale
in via Imbriani. Subito dopo, visibilmente contrariata, è uscita dalla sede e si è allontanata in
macchina annullando il suo successivo appuntamento elettorale
Bonino – “Con l’esclusione del listino a lei collegato Renata Polverini non è più candidata alle
elezioni regionali del Lazio”. Lo sostiene il presentatore della lista Bonino, avvocato Luca
Petrucci. “La legge elettorale(il vecchio “Tatarellum”) prevede che il candidato presidente sia
anche capolista del listino, se decade il listino decade la candidatura”.
E se Sparta piange… la Lombardia non ride – Quasi contestualmente infatti è stato
depositato il ricorso contro la decisione della corte d’appello di Milano, di escludere la lista
Formigoni dalla competizione elettorale del prossimo 28 e 29 marzo in Lombardia. Il ricorso è
stato depositato dal presidente della Provincia di Milano Guido Podestà, che è anche
coordinatore regionale del Pdl, e da Massimo Corsaro, deputato e vice coordinatore lombardo
del Pdl. Era presente anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa. «Abbiamo consegnato il
ricorso che spiega chiaramente che tutte le firme che abbiamo depositato sono pienamente
legittime, a conforto del ricorso – ha spiegato Corsaro – abbiano prodotto delle sentenze del
Consiglio di Stato, che dimostrano proprio la piena legittimità delle firme. Siamo pienamente
ottimisti che il nostro ricorso sarà accolto». Quanto ai tempi della decisione della corte
d’appello di Milano, Corsaro ha spiegato che non gli è stato detto nulla e che i termini di legge
indicano in 48 ore il tempo massimo per decidere sul ricorso. «Da parte nostra – ha spiegato il
vice coordinatore lombardo del Pdl – auspichiamo che i tempi siano ristretti».
Dalle Alpi ai Sacri Colli di Roma, insomma questo super–partitone di Polli è riuscito a
presentare agli Italiani il volto di un Partito (parole di Bossi e Berlusconi) di Dilettanti allo
Sbaraglio capace solo di esibirsi in Strafalcioni da Guinness dei Primatii.
Un prete iin armii,, un asiino iincoronato ed una guiida ciieca son tre cose riidiicolle..
E’ proprio vero che il Ridicolo uccide
più di mille invettive. E che è micidiale,
devastante assistere all’inciampamento
ed alla Caduta d’un Personaggio quanto
più un attimo prima appariva sussiegoso
e consapevole della sua Importanza…
Ed è esattamente quello che è accaduto
AL PARTITONE PER ECCELLENZA.
dopo l’esclusione della lista PdL nella provincia di Roma, poi è toccata anche al
listino Polverini. L’ufficio centrale elettorale della Corte d’Appello di Roma non ha
La pessima figura del PdL in Lazio è in ogni caso una torta in faccia a Fini
E’ uscito un libro di Marcello Veneziani sulla solitudine e lo
Sradicamento di tutti e di ciascuno nella società d’oggi
E’ uscito il nuovo libro di Marcello Veneziani , “Amor fati”
(Mondadori, pagg. 242, euro 18) di cui, pubblichiamo qui
un breve brano sui legami che vincolano una vera comunità. Al centro dell’acuto
saggio filosofico c’è il concetto di destino che «radica l’essere nel divenire, dà senso
all’accadere, connette l’esistenza a un disegno e a una persistenza». Un antidoto,
dunque, al senso corrente in cui predominano l’automatismo della tecnoscienza e
dell’economia; e in cui il pensiero è ridotto a scherzoso solipsismo. Chiude il volume
una rassegna di vite esemplari, in un senso o nell’altro, vere e proprie figure del
destino nella mitologia contemporanea: da Michael Jackson ad Albert Camus,
passando per Madonna, James Dean, Lucia Bosè, Alain Delon e Ingmar Bergman.
“Nell’epoca spaesata, la comunità esiste come residuo possente che dà sostegno
alla vita reale, è presente come lutto e orfanità ma anche come aspirazione
comune. La famiglia, il gruppo, la città, l’associazione, la rete, la patria, l’ecclesia,
benché in crisi, sono gli unici contesti in cui si esprime la vita, senza dei quali non
avrebbe senso né sostegno la persona. Si è persona in relazione all’altro, perché
persona – lo dice il suo stesso etimo – esige qualcuno che ci osservi. Siamo persone
rispetto a qualcuno. Persona indica un carattere, una modalità specifica di
presentarsi, perfino una maschera, che ha senso solo in rapporto col mondo;
altrimenti non si è persone, ma solo individui. La persona esige relazione e la vita
esige legame sociale. L’io prende corpo e misura rispetto a un tu, si qualifica e si
definisce rispetto a un tu, e dentro un noi. E tuttavia, l’orizzonte comunitario
sembra retrocedere al passato, sfumare nelle superstiti isole dell’ideologia, fino a
diventare la proiezione onirica di solitudini a disagio”.
Ma non ci siamo arrivati da soli…E Veneziani lo spiega bene. Hanno demolito la
Cappella votiva del quartiere, vietato il tradizionale falò per il Santo. Ci hanno
presentato le “coppie aperte” come il modello del futuro, irridendo la Famiglia.Non
ci fanno nemmeno più fare i funerali come vorremmo per non intralciare il Traffico.
Ci hanno spiegato che il lavoro è meglio “mobile” e che tutto il mondo è ormai un
unico Paesone, tutto tranne che una Patria!.
*L’ISOLAMENTO, ANCHE IN MEZZO AD UNA FOLLA; CI RENDE INSICURI*
° Essenziale è la distinzione tra solitudine e isolamento, come ben distinse Hannah
Arendt. La solitudine può essere un’indole, un’esigenza, una scelta, una conquista,
perfino una beatitudine (Beata solitudo, sola beatitudo); l’isolamento è invece una
perdita del mondo e una sconfitta, un impoverimento e un’emarginazione,
un’inadeguatezza, una condanna e una sofferenza. L’isolamento non è la solitudine
involontaria di cui scriveva Hume, perché non è sempre né solo inflitta dalla società. È
una solitudine sgraziata, a volte subita a volte interiore, cioè covata nel proprio seno,
irriducibile all’emarginazione e all’ingiustizia sociale.
In una comunità è possibile la solitudine ma non l’isolamento, perché isolarsi
presuppone la fuoruscita, la perdita, l’esclusione dalla comunità. In una società si può
essere soli ma anche isolati; in una comunità invece si può essere soli ma non isolati,
perché se si è veramente isolati si è già fuori dalla comunità. In una società è possibile
distinguere una sfera pubblica e una sfera privata, anzi la società sorge su quella
distinzione; una società malata non distingue, non tutela o addirittura inverte i
rispettivi spazi che attengono alla vita pubblica e privata. In una comunità, invece,
l’orizzonte privato tende a collimare con l’orizzonte pubblico, o quantomeno ad
armonizzarsi e a riconoscere uno spazio comune in cui confluiscono e interagiscono il
pubblico e il privato. Prodotto tipico e contagioso dell’isolamento è l’insicurezza, che
tende a espandersi. Le società prive di destino e di comunità pullulano di singoli
isolati, sono abitate da milioni di eremiti – diceva Montale – che vivono il loro
isolamento in piena folla. L’isolamento produce paura, genera domanda di sicurezza.
Versioni :
Ruspante del
Lazio
e
Formicolante
Della Padania
La Costituzione,
il Rispetto ,le
Regole , le
Forme della
Democrazia!
Casso ! Ma la Polverini
deve rientrare o di Riffa o
di Raffa ! CHIARO ???

PENSIERI SPARSI DOPO
L’ASSASSINIO DI ENZO FRAGALA’:
Perchè in Italia sono armati solo i delinquenti ? L’America
è o no una DEMOCRAZIA ? In America il cittadino HA IL
DIRITTO DI ESSERE ARMATO.
Certo ha la RESPONSABILITA’ DELL’USO che farà di quella
arma….Ma questo non è uguale ad una automobile ?
Perchè Fragalà NON POTEVA possedere un’arma ? Lo Stato che
gli ha offerto come alternativa, in cambio : UN CARABINIERE
SEMPRE APPRESSO ? NO.
Perché, in inverno, debbo aver PAURA d’andare alla mia casetta a mare ? Che Stato è
quello che consegna i Buoni in mano ai Lupi ? Dice…”perché con le armi si potrebbe
uccidere”! Perché, con una macchina non si può fare una strage ? Lo Stato non lo sa che
i Malvagi ed i Delinquenti le armi non hanno mai difficoltà a procurarsele ? Ed allora
perché non dà a noi il diritto di tutelare i nostri beni, la vita nostra e dei nostri cari ?
Qual è il Valore Primario di “questo” Stato ? Non dovrebbe essere la Tutela ed il Diritto
delle Persone Perbene? In realtà, di fronte al singolo balordo ubriaco o di fronte alla
gang organizzata, questo Stato offre tutele solo ai suoi Pennacchioni supertitolati :
scorte, auto blindate,videosorveglianze… E NOI ?
Ignazio Cusimano
Palermo, i palermitani…la Paura e la Mafia
Caro Guido, anch’io ,Lunedì, ero ai funerali di Enzo Fragalà, sono arrivato in Cattedrale intorno
alle 11,30 e ho aspettato fuori che entrasse il feretro, poi un attimo dentro per una preghiera..troppa
ressa (ma anche troppo “presenzialismo). Così ho preferito seguire la funzione dinanzi al
maxischermo. E mentre ascoltavo le parole di Mons. Romeo facevo tra me alcune considerazioni :
ma era davvero tutta lì, all’interno della Cattedrale e nel giardinetto antistante, la Palermo
“indignata”, la Palermo colpita dal dolore,, la Palermo che vuole la verità su questa barbarie ? O
Palermo è quella del medio commerciante che, trovandosi, bloccato in un’arteria magari nelle zone
vicino al Centro Storico (proprio per i Funerali) si mette a bestemmiare e si lamenta con tutto e di
tutti , o di quelli che aspettano mezz’ora in più alla fermata-bus e si mettono a borbottare “Certo, sto
Avvocato, per averlo ridot…chissà che cosa avrà fatto e a chi!”. E questo, Guido, non credo che sia
un modo di “indignarsi”ma, a mio parere, un modo neanche tanto poco celato di prendere le
distanze. Io sono Palermitano e sono orgoglioso di esserlo ; ma questa Città è una Città silenziosa,
una città che si lascia scivolare addosso fatti orrendi come questi perché, senza girarci tanto attorno,
è una Città che HA PAURA. Ma ,quel che è peggio, è che la “mafiosità” , mi pesa dirlo (credimi) , è
in mezzo a noi e dentro ognuno di noi.
Guido Virzì
Credo che ogni società produca fatamente i suoi membri marginali,cinici, mediocri. Quelli che ad
esempio si lamentano su un autobus se un INFARTUATO gli casca sui piedi :
” MA STIA ATTENTO, per carita’ !Non vede che mi MI ROVINA LE SCARPE!”
Certo che c’è questa gente.E certo che in ogni bottiglia di buon vino c’è un residuo di feccia, di
tannino…Ma per giudicare e degustare il vino non si bada alla feccia.
Anche attorno al Colosseo trovi spesso merda di cavallo a terra.Però è il Colosseo che si guarda
normalmente, mica la merda equina a terra. E , fino all’ultimo, ci fu gente che contava soldi o
recuperava carabattole mentre il Titanic affondava.
Ciò che caratterizza e dà tono ad una società è SEMPRE LA SUA PARTE “ALTA”, la sua
espressione migliore. Il resto passa e “l’uom non se ne avvede”. Le cose migliori che abbiamo attorno
NON sono nate da gente che perdeva tempo a litigare col lattaio o a begare col salumiere…non so se
mi sono spiegato. Ci sarebbero anche tante belle teorizzazioni attorno a questo concetto. La teoria
sulle Elite e la loro “circolazione”. Ci sarebbero fior d’Autori come Mosca e Pareto: Ma qui .credo ,
basti l’accenno al giusto “filone di idee”. Per concludere : “UNA COMITIVA IN PERICOLO
VIENE SEMPRE TRATTA IN SALVO DA CHI RIESCE A RESTAR CALMO ED A
RAGIONARE, NON DA CHI GRIDA DI PIU’ O DA’ VOCE ALLA PAURA DI TUTTI. E’ sempre
stato così.. Quando non sarà più così…il Mondo finirà. Nel Caos.
Scambiio d’’iidee iin tempo realle su
Noi,vilissimi sudditi plebei, di fronte ad una minaccia, avendone il tempo,
possiamo solo chiamare il 113, il 115 o il 118. Ed aspettare che “si liberi la prima auto
disponibile”. Poi nostra moglie, con più calma, potrà chiamare l’OBITORIO. Ed anche
quello verrà coi suoi tempi.
Dunque io sostengo che un Cittadino Libero è un Cittadino Armato e Responsabile e che
uno Stato democratico non ha il diritto di lasciarlo solo con la scusa di evitare la Legge
della Jungla. Lo Stato non ci può trattare come bambini o “minus habentes” :perché se
ci affida, previo esame, un autoveicolo, può ben lasciarci tenere un’arma per
autodifesa. E poi uno Stato democratico, diciamola tutta, cosa ha da temere dai propri
cittadini onesti ? Un Colpo di Stato ? I Cittadini onesti non dovrebbero invece essere il
suo fondamento , la sua Garanzia, la sua Forza ?
D’accordo sono
qui, presidio la
Città,; ma da che
cazzo di parte
dovrei guardare ?
Lo Stato C’E’ !
I Politici siciliani dicono sempre : ci vorrebbe
una mano da parte dello Stato . ..Ma a cosa gli
servirebbe una mano in più ?
Tutti suicidi d’Amore furono ! !
Sì, noi solitamente giriamo armati. Ma è
solo per autodifesa contro gli sbirri…
E poi, sai?, c’è gente che il portafogli
mica te lo dà subito….Si mettono a
insultare a strillare…uno schifo !
La Santanchè è
Sottosegretario di
Stato, è ufficiale !
E Fini ? …sottufficiale !
Fini ha dovuto ingoiare un altro rospo, l’ingresso nel governo
di Daniela Santanchè che – come tutti sanno – non è proprio
in cima ai suoi pensieri amorosi. Era universalmente noto
che la Santanchè aveva avuto dei dissapori con il presidente della Camera e che il suo ingresso
non gli avrebbe fatto piacere. Ma Silvio Berlusconi non ha dato affatto peso a questa circostanza, è
andato avanti ed ha premiato colei che considera una sua “fedelissima”, dopo la nota difesa del
Cav sulla questione “familiare” (fece intuire che Veronica Lario avrebbe avuto un compagno).La
nomina della Santanchè a sottosegretario è considerata nell’entourage di Fini come una autentica
provocazione. I due episodi – e non solo questi – hanno inasprito ulteriormente i rapporti fra i due
cofondatori. Sulla Santanchè i finiani non si capacitano del fatto che Berlusconi non abbia tenuto
in considerazione il punto di vista del cofondatore “platealmente”. Uno sgarbo en plein air. Così
Fini ha dato il benservito al Premier. Ha fatto sapere che cosa pensa del partito, il Pdl: non gli
piace. E poi, seppure indirettamente, ha annunciato che potrebbe venirgli voglia di crearne un
altro. Una prospettiva, questa, tuttavia che potrebbe essere considerata come un evento liberatorio
ad Arcore. Gli ex forzisti non si strappano le vesti e il Giornale a loro più vicino, quello di Feltri, lo
sostiene senza peli sulla lingua: “La fusione fra Forza Italia e An è fallita”, si legge nel
sommario al titolo di prima pagina. (“L’ultimo strappo. Fini: Il Pdl non mi va più”). Il
Presidente della Camera ufficializza ciò che noi diciamo da tempo….”). Chiaro come la luce del
sole che sono le elezioni ad evitare la resa dei conti finale. Lo afferma chiaramente Fabio Granata,
braccio destro (?!) di Fini: “Dopo le elezioni o le cose cambiano o facciamo altro…”, avverte. Ed il
mondo TREMA .O no ? SENZA AGGIUNGERE nè SALE nè pepe, il Cavaliere ha giocato bene la
sua partita e Finish malissimo la sua. Il Cavaliere ha avvicinato nottetempo e separatamente tutti i
Nemici vecchi e nuovi di Fini ed ha lasciato loro modo di credere che avrebbero potuto sostituirlo
in toto. Una prospettiva che ad uno Storace, ad esempio, appare , in un momento di difficoltà
come questo, una Terra Promessa di Resurrezione. Stessa cosa per la Santanchè. In altri tempi si
sarebbe detto “divide et impera”.D’altro canto a “dar carte” è Berlusconi. E Fini lo sapeva,
questo, prima e più di chiunque altro. Ha sbagliato a privarsi dello strumento An. Ora è sotto
scopa. La gente ex-Fi lo detesta ed il popolo di An , quando sfoga apertamente, lo definisce tout
court “Traditore” (non senza qualche oggettiva, buona ragione). CON CHI Fini dovrebbe fare il
suo ipotetico nuovo partito, con quale target , con quali credenziali ?Oggi come oggi non appare
sostenibile che si porterebbe via più di un terzo degli ex aennini di Palazzo. Quanto al popolo , lì
pare che stia proprio a “Ground Zero”. E’ illuminante in tal senso l’immane Flop di “Democrazia
Nazionale” nel 1976.Dunque Granata ha voglia di borbottare minaccioso. Il Mondo non sta certo
ad attendere tremante la marcia di queste carrozze piene di ufficiali senza Esercito.
Santanchè
Sottosegretè,
sarà la Sarayevo
tra Fini e il Cavaliè.?

Guido Virzì [ virziguido@libero.it ] ne è l’autore .

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