I comunisti sono troppo avanti, quasi oltre l’utopia.

Vivo in una casa dotata di video citofoni, quindi chiunque entri ha un accesso visualizzato; c’è un piccolo problema che il mio condominio è abitato prevalentemente da persone over 70enni che probabilmente intorno all’orario del telegiornale serale sono in catalessi quindi aprono a tutti, vuoi per mancanza di occhiali e nell’attesa di un figlio in visita od ancora pensando alla badante che rientra dalla spesa.
Sentirsi suonare al campanello fuori la porta d’ingresso è un gran brutto segnale: i pensieri si rivolgono al signore del terzo piano che non è in perfetta forma oppure alla signora del quarto piano che è già caduta molte volte.
Cattive notizie alla porta quindi.
Guardando dallo spioncino vedo un uomo non troppo alto che aveva lasciato indelebili tracce nel mio cervello.
Apro e l’ometto non più alto di Brunetta mi pone in mano un mensile: Lotta comunista.
Come un domino all’effetto contrario rielaboro una sua precedente visita door to door.
Alla prima fu cacciato a male parole, la seconda aveva dalla sua un mio stato di trance dovuto all’assunzione di acque termali con un particolare aereosol ed alla precendente, ma di pochi minuti, apertura di un Montepulciano di media caratterialità. In questo stato torporeo lo invito ad entrare, gli spiego che insomma io non la penso proprio così, che apprezzo lo sforzo nell’identità culturale che in fondo per come la penso io lo stato sociale è focale per la buona gestione dello Stato ed ancora, ben sapendo la sua reazione, che il Capitale non può essere cancellato con un colpo d’utopia e tanto meno ai giorni nostri. Lui mi confessa di essere un medico di base, io che gli offro un bicchiere di vino.
Disquisiamo ed alla fine io con sincero sentimento di rispetto per il proseletismo che è ancora in essere nelle enclave politiche italiane sgancio l’euro richiestomi. Non avendo bambini non li ha mangiati ma con una certa igiene impostami verso del disinfettante nel bicchiere nel quale ha bevuto lo sconosciuto.
Il mensile che mi viene lasciato è vecchio di due mesi, antimperialista per definizione e organo dei gruppi leninisti della sinistra comunista; lo depongo nella zona lettura e probabilmente quella sera m’addormentai con il tipico cilicio alla testa di chi ha la sinusite che non passa.
Strani poteri occulti della cortina di ferro, ma non era caduta?
Ieri sera al mio cellulare personale ricevo una chiamata da una voce femminile suadente, mi spiega di essere l’organizzatrice di lotta comunista per una manifestazione che si terrà in quel di Milano, quindi sono ad organizzarsi per i posti sui mezzi di trasporto per la conferenza. Imbarazzato rispondo negativamente sperando che gli astanti non avessero sentito la presentazione della telefonata e solo dopo molta insistenza ho deciso di chiudere la telefonata.
L’utopia non ha limiti ma ha un numero telefonico.
Chiunque voglia il numero con prefisso cittadino di Bergamo mi scriva in e-mail.
Morale: mai dare un sassolino ad un comunista ti arriverà la sassaiola.



