Stazione Paradiso

25 novembre 2008

La scuola crolla

L’improta fascista, calmi non si parla di politica, di molti palazzi istituzionali di ogni città è evidente. Gli Uffici Statali, il Provveditorato agli Studi e via dicendo della mia città hanno questo connotato così come molte scuole: datate nel loro divenire e spesso lasciate al loro destino di continuo decrepito. Le scuole che costruirono molti anni dopo nell’ avanzato dopoguerra non davano per certo un idea di aspetto solidità come le precedenti ma compensavano le esigenze di una nuova natalità. Se le scuole mussoliniane potevano otticamente reggere ad una bombetta di guerra le seconde, gracili per natura costruttiva, avevano l’aspetto di un’ eventuale implosione laddove le famiglie avessero erroneamente cenato la sera precedente con fagioli maritati alla pasta o semplicemente usati in virtù di un apporto proteico di minor costo rispetto alla “ciccia”. Insomma era evidente che una flatulenza di classe, vuoi per gas o spostamento d’aria avrebbe comunque causato dei danni.
Ironia fuori luogo qualcuno può pensare dopo i drammatici fatti di Rivoli, ma sono tremendamente allertato per la leggerezza con la quale le alte cariche dello Stato rilasciano dichiarazioni a dir poco preoccupanti. Stamani una sottosegretatio della Pubblica Istruzione enunciava che il 43 per cento delle porte antipanico nelle scuole pubbliche italiane sono inusufruibili perchè dalla contro parte ci sono degli armadi; ed infine il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e Capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso così giustifica future disgrazie: -”Il crollo del liceo scientifico ‘Darwin’ di Rivoli (Torino) ”non e’ un fatto episodico nelle scuole italiane d’epoca”-.
Alla follia istituzionalizzata non c’è rimedio ed è inutile dire che che il colore politico (sic!) del governatorato poco importa, il carrozzone va avanti da solo e sempre per inerzia storica.

Lascia un commento