Elisa Claps: una morte omertosa ed oscura

Questo è un fattaccio.
A mezzogiorno circa di domenica 12 settembre 1993 scompariva misteriosamente in pieno centro a Potenza la 16enne Elisa Claps. Aveva detto alla sua amica Eliana di doversi allontanare pochi minuti per incontrare Danilo Restivo, un ragazzo poco più grande di lei che le aveva telefonato la sera prima per chiederle un appuntamento.
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L’omertà è di per sè un atteggiamento malavitoso, in questo caso in mezzo c’è lo Stato con suo funzionario altolocato: un p.m. :
…ma perché è la magistratura di Salerno che indaga su un delitto compiuto in Basilicata? Per rispondere alla domanda occorre affondare le mani nella matassa di bugie e contraddizioni che per molto, troppo tempo ha avvolto il caso Claps. L’inchiesta è condotta dalla procura campana perchè il pm potentino che si occupava del caso, Felicia Genovese, era stato accusato da un pentito di avere fatto di tutto per «coprire» le responsabilità del principale indiziato per la scomparsa di Elisa, Danilo Restivo. Perché? Secondo il collaboratore di giustizia, il padre di Danilo, personaggio influente nel capoluogo lucano, aveva pagato il marito del pm, Michele Cannizzaro, re della sanità lucana, affinché si desse da fare per fare sparire il corpo. L’indagine fu archiviata, le dichiarazioni del pentito si rivelarono una bufala. Ma nel frattempo gli atti erano finiti a Salerno e lì sono rimasti come prevede la legge. E in fondo è stato un bene perché l’inchiesta ripartì: Restivo, già condannato per dichiarazioni false davanti al pm nel caso Claps, venne indagato per omicidio, occultamento di cadavere e violenza sessuale. [Fonte]
Vorrei chiudere ma per diritto di cronaca c’è chi dice il contrario di tutto:
Nel 1999 un “piccolo” pentito della malavita locale, Gennaro Cappiello, classe 1971, uno che era stato arrestato per un’estorsione alla Prénatal, decide di pentirsi, e dice agli inquirenti tutto quello che sa. E colpisce al cuore Michele Cannizzaro, marito del Pm Felicia Genovese (la quale dava fastidio a troppe persone, Cappiello incluso, con le sue inchieste). Cosa dice di Cannizzaro il Cappiello? Dice che Cannizzaro sarebbe pesantemente coinvolto nella scomparsa di Elisa Claps. Ma Cappiello non ha le idee chiare. Dice che il padre di Restivo, Maurizio Restivo, avrebbe dato un assegno di 100 milioni di lire a Cannizzaro affinché lo aiutasse a far scomparire il corpo di Elisa Claps (poi sostiene di non essere sicuro che sia stato pagato con un assegno). C’è solo un piccolo particolare: Michele Cannizzaro non ha mai conosciuto in vita sua Maurizio Restivo. Ma, soprattutto, Michele Cannizzaro è molto ricco, perché è leader della sanità privata, e quindi non ha certo bisogno di soldi. Possiamo credere che uno dei medici più stimati e conosciuti di Potenza accetti un assegno di 100 milioni per far scomparire un corpo assassinato? Perché Cappiello mette in mezzo Cannizzaro? Ovviamente perché è il marito della Genovese, ma soprattutto perché è di origini calabresi (di Laganadi, in provincia di Reggio Calabria), e per qualcuno basta questo per considerarlo un personaggio legato alle ‘ndrine calabresi. Si tenga poi conto che Cannizzaro è stato il medico di famiglia di Cappiello, e quindi lo ha visto crescere. [Fonte]











